Le nuove frontiere della ricerca

Incontro con Giulio Deangeli ricercatore e divulgatore scientifico.Chi avrebbe mai detto che la malattia di Parkinson ha origine nell’intestino e magari anche nel naso? Recenti studi hanno dimostrato che esiste una progressione tra alcuni processi infiammatori intestinali e il Parkinson. Questa ed altre scoperte, si potrebbe quasi dire rivoluzionarie, stanno ampliando le frontiere della ricerca sul Parkinson”.

Per aggiornarci sulle ultime conquiste della ricerca sulla malattia di Parkinson abbiamo pensato ad una conferenza che si terrà il 16 marzo, dalle 9:45 alle 12:15 in Accademia dei Concordi a Rovigo.

Relatore dell’evento sarà Giulio Deangeli, giovane ricercatore originario di Este, impegnato presso le prestigiose università di Harvard (USA)e di Cambridge (UK), con un curriculum ricco di riconoscimenti in ambito scientifico.

Da un punto di vista concettuale, esordisce Giulio Deangeli, i meccanismi del Parkinson sono intriganti, perché pieni di contraddizioni. Sembrava che la malattia fosse limitata al cervello, oggi invece sappiamo che origina nell’intestino e nel sistema olfattivo e che si estende inesorabile all’intero organismo. Si pensava che la malattia causasse la formazione di enormi aggregati, che avrebbero provocato la morte dei neuroni. Ora pensiamo sia vero il contrario, gli ammassi proteici sono invece un meccanismo difensivo delle cellule nervose”.

Deangeli è un brillante studioso che alterna le fatiche di studente di medicina alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, con fondamentali esperienze in primari laboratori di ricerca di fama mondiale.

Ma l’aspetto più sconvolgente del Parkinson, insiste Deangeli, è la sua natura aleatoria: il Parkinson inizia per un evento casuale, come si riscontra anche nei modelli biologici di invecchiamento dei tessuti del cervello. Questo lo pone al confine fra la definizione di malattia e quella di invecchiamento normale del cervello. La comprensione, sempre più avanzata dei meccanismi fisiopatologici, ci sta avvicinando a piccoli grandi passi alla possibilità di offrire una terapia efficace contro questa malattia”.

 

 

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